Pericolo e rischio alimentare

L’igiene degli alimenti studia il controllo di tutti gli alimenti in rapporto alla loro produzione, al loro approvvigionamento, al modo di conservazione e preparazione, con particolare attenzione agli inquinamenti e alle alterazioni possibili.

La nozione di pericolo presenta due aspetti importanti, caratterizzati dall’agente pericoloso e dalla situazione che ne risulta. Pericolo è ciò che minaccia o compromette l’esistenza o la sicurezza di una persona o di una cosa. Negli alimenti è “pericolo” la presenza di un agente biologico, chimico o fisico, o lo stato di un alimento che possono produrre effetti negativi per la salute del consumatore. Esso si caratterizza per la sua natura e la frequenza di presenza negli alimenti.

Il rischio alimentare può essere definito come la probabilità che un alimento provochi un effetto nefasto per la salute del consumatore.

Le contaminazioni di tipo fisico o chimico causano in prevalenza intossicazioni croniche, ovvero malattie i cui sintomi si manifestano a distanza di tempo.

Il rischio si intossicazioni acute può essere causato dall’ingestione di dosi elevate di sostanze tossiche, o anche in piccole quantità nel caso di veleni, capaci di arrecare danni all’organismo in breve tempo e con sintomatologia grave, fino alla morte.

Le contaminazioni di tipo biologico si manifestano in tempi brevi e sono causa di malattie, con sintomi più o meno gravi, classificate in: infezioni, tossinfezioni, intossicazioni e infestazioni.

La contaminazione fisica è dovuta alla presenza di corpi estranei nell’alimento o da inquinamento radioattivo. La presenza di corpi estranei è causata in genere da errori accidentali che si possono verificare nelle diverse fasi della filiera agro-alimentare. I corpi estranei possono essere costituiti da schegge di vetro, di plastica, di legno, di metallo, sassolini, ma anche da insetti morti, capelli, peli o secrezioni di diversa natura. La contaminazione radioattiva è un tipo di contaminazione fisica più subdola in quanto la presenza di radionuclidi non è percepibile direttamente dai sensi dell’uomo.

I microbi, per loro natura e diffusione sono normalmente presenti negli alimenti e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il principale rischio per la salute in ambito domestico, legato al consumo di alimenti è dovuto alla contaminazione di virus, batteri, muffe, protozoi, metazoi.

Territorio e impatto ambientale

L’ambiente, le risorse naturali, le zone ecologicamente sensibili, la cultura e il patrimonio artistico sono tra le componenti fondamentali di una destinazione turistica.

Per questo motivo, i turisti, i residenti, le imprese del settore e le amministrazioni pubbliche devono contribuire a proteggere l’ambiente e le risorse naturali; salvaguardare le zone costiere, di montagna e le aree protette; preservare la cultura e le tradizioni in quanto fattori fondamentali di richiamo turistico.

La consapevolezza che il turismo può causare inquinamento e degrado ambientale e sociale è un fatto recente. Fino agli anni 60, infatti, il turismo era considerato un’industria senza ciminiere, che genera ricchezza pulita.

L’attrazione esercitata da molte località, infatti, può portare ad un eccesso di presenze di turisti, con incremento non controllati dei flussi e fenomeni di congestione, che finiscono per eccedere la capacità di carico ecologica, sociale e culturale delle destinazioni turistiche e compromettere in modo permanente il patrimonio naturale e ambientale dell’area.

Indirizzarsi verso un turismo sostenibile non significa condannare il turismo di massa, ma vuole dire maturare e diffondere la consapevolezza che anche per il turismo esistono limiti, superati i quali non potremo lasciare alle future generazioni le risorse su cui oggi contiamo.

In generale gli impatti ambientali collegati alle attività turistiche possono essere: impatti sul paesaggio delle aree naturali dovuti al l’antropizzazione, urbanizzazione e costruzione di strutture ricettive e di infrastrutture che determinano gravi alterazioni del contesto preesistente; modificazione degli ecosistemi marini e terrestri con ripercussioni sull’esistenza di specie animali e vegetali con perdita di biodiversità; consumo di risorse naturali; inquinamento atmosferico; inquinamento del suolo e dell’acqua; congestione ed inquinamento acustico da traffico; produzione di rifiuti.