Pier Paolo Pasolini nasce a Bologna nel 1922. La sua vita è contraddistinta da un costante dissidio: paura e conflitto nei confronti del padre, uomo tirannico e violento, tenerezza e amore per la madre. Nel 1942, mentre il padre è prigioniero in Kenya, la madre si trasferisce con i figli nella natìa Casarsa, il paese friuliano che sempre rimane nel cuore del poeta. Proprio in quell’anno Pasolini pubblica la sua prima raccolta di versi, “Poesie a Casarsa”, scritte in dialetto. Nel 1943 viene chiamato alle armi, ma fugge dopo l’8 settembre per tornare al paese. Nel 1945 Pasolini si laurea in lettere all’università di Bologna con una tesi su Pascoli. A Casarsa, dove diventa segretario di sezione del Partito comunista, comincia a lavorare come insegnante, ma nel 1949 viene denunciato per corruzione di minorenne, perde la cattedra ed è espulso dal partito. Per cominciare una nuova vita, si trasferisce a Roma con la madre. Dopo anni di umiliazioni e vane ricerche di lavoro, riesce a trovare un posto da insegnante in una scuola privata. Oltre a pubblicare “La meglio gioventù” raccolta di liriche in dialetto friuliano comprendente anche le “Poesie a Casarsa”, nel 1955 dà alle stampe  “Ragazzi di vita”, un romanzo ambientato nel degrado delle borgate romane che suscita scandalo per la sua crudezza e il suo spietato realismo. Analoga ambientazione ha il romanzo successivo “Una vita violenta”. In quegli anni Pasolini comincia anche ad avvicinarsi al mondo del cinema, prima collaborando con Federico Fellini alla sceneggiatura di “Le notti di Cabiria” e poi realizzando, come regista e sceneggiatore, numerosi film, trea cui “Accattone”, “Mamma Roma”, “Il Vangelo secondo Matteo”, “Uccellacci e uccellini”, “Il Decameron”. Fra le sue altre raccolte di poesie ricordiamo ” Le ceneri di Gramsci”, “L’usignolo della Chiesa Cattolica”, “La religione del mio tempo”, “Poesia in forma di rosa”, mentre fra i testi saggistici sono segnalati i raffinati studi linguistici e letterari di “Passione e ideologia” e di “Empirismo eretico”, i geniali e provocatori articoli scritti per il “Corriere della Sera” e racconti in “Scritti corsari”. Pasolini muore assassinato nel novembre del 1975, in circostanze che non sono mai state del tutto chiarite, sebbene un colpevole sia stato individuato e punito.

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