Eugenio Montale – La vita

Eugenio Montale nasce a Genova il 12 ottobre 1896 da una famiglia benestante. A causa della salute cagionevole, il giovane Eugenio compie studi irregolari, diplomandosi ragioniere nel 1915, ma dedicandosi con passione alla letteratura. Nell’autunno del 1917 si arruola volontario e combatte in Trentino, prima a Vallarsa e poi nella zona di Rovereto. Finita la guerra, torna a Genova e nel 1920, a Monterosso, conosce la giovanissima Anna Degli Uberti che, col nome di Arletta, è una delle donne ispiratrici della sua poesia.

Nel 1925 Piero Gobetti pubblica “Ossi di seppia”, la sua prima raccolta poetica. Nello stesso anno firma il Manifesto degli intellettuali antifascisti redatto da Benedetto Croce, prendendo le distanze dal fascismo. Sempre nel 1925 conosce Italo Avevo; Montale contribuisce a far conoscere l’opera dello scrittore triestino. Dopo aver conosciuto il poeta americano Ezra Pound e il poeta inglese Thomas Stearns Eliot, Montale si interessa alla letteratura inglese, impegnandosi anche nell’attività di traduttore.

Nel 1927 si trasferisce a Firenze, dove, nel 1929, ottiene la direzione del Gabinetto Vieusseux, un prestigioso istituto culturale. Nella città toscana frequenta scrittori come Vittorini, Bonsanti e Gadda, collaboratori della rivista “Solaria”, alla cui redazione prende parte anche Montale. In questi anni ad avvicinare Montale a Dante contribuisce, oltre al critico Gianfranco Contini, anche la giovane studiosa americana di origine ebraica Irma Brandeis, conosciuta nel 1933 a Firenze, a cui Montale dedica, nel 1949, la sua seconda raccolta poetica, “Le occasioni”.

Nel 1938 viene rimosso dall’incarico di direttore del Gabinetto Vieusseux perché non iscritto al partito fascista. L’anno successivo Montale va a vivere con Drusilla Tanzi, detta Mosca, che sposa solo nel 1962. Nel periodo della seconda guerra mondiale rimane a Firenze, vivendo di traduzioni e di collaborazioni giornalistiche e accogliendo alcuni amici costretti alla clandestinità, come Carlo Levi e Umberto Saba. Dopo la liberazione della città, si iscrive al Partito d’azione e riceve un incarico culturale dal Comitato nazionale di liberazione, ma la sua esperienza politica è breve.

Nel 1948 si trasferisce a Milano, dove inizia la sua attività di redattore presso il “Corriere della Sera” e, dal 1954, quella di critico musicale per il “Corriere d’Informazione”; due anni dopo esce la sua terza raccolta e il libro di racconti. Nel 1963 resta vedovo e nel 1967 viene nominato senatore a vita. Nel 1975 gli viene conferito il premio Nobel per la Letteratura. Montale muore a Milano il 12 settembre 1981.

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