Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto il 10 febbraio 1888 da emigrati italiani provenienti dalla provincia di Lucca. A soli due anni perde il padre, morto in un incidente sul lavoro durante la costruzione del canale di Suez. Grazie all’impegno della madre, frequenta la scuola superiore ad Alessandria e gli ambienti dei fuoriusciti anarchici. Da giovane traduce i testi dello scrittore statunitense Edgar Allan Poe e inizia a collaborare con la rivista fiorentina “La Voce” in qualità di corrispondente dall’Egitto. Nel 1912 fa il suo primo viaggio in Italia, dove conosce gli intellettuali che lavorano alla rivista, in particolare Pietro Jahier e Giuseppe Prezzolini.

Trasferitosi a Parigi, nel 1912, segue i corsi universitari al Collège de France e alla Sorbona; in quegli anni approfondisce lo studio della poesia simbolista e decadente e conosce i maggiori esponenti delle Avanguardie artistiche e letterarie, che lo invitano a collaborare alla rivista “Lacerba”, sulla quale pubblica le sue prime poesie.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, Ungaretti si schiera con il fronte interventista, probabilmente in segno di appartenenza all’Italia, la patria dalla quale è rimasto lontano per tanti anni. Si trasferisce a Milano e poco dopo si arruola come volontario andando a combattere sull’altopiano del Corso e sul fronte francese. Si rende presto conto, però, dell’assurdità della guerra e delle illusioni ingenerare negli uomini per giustificare la partecipazione al conflitto.

Finita la guerra, si stabilisce a Parigi e comincia a lavorare come corrispondente per il giornale “Popolo d’Italia”, fondato da Benito Mussolini. Nel 1921 torna in Italia con la moglie, Jeanne Dupoix, che ha sposato l’anno precedente; si apre per lui un periodo molto importante, segnato dai primi riconoscimenti ufficiali, dalla nascita dei figli Anna Maria e Antonietta e dalla crisi al cattolicesimo che lo porta alla conversione religiosa. Dal 1931 al 1935 lavora per giornali e riviste italiani e francesi e tiene conferenze sulla letteratura italiana contemporanea in molti paesi europei. Nel 1936 si trasferisce in Brasile, dove rimane fino al 1942 per occupare una cattedra di lingua e letteratura italiane all’Università di San Paolo. In quegli anni muoiono il fratello del poeta e il figlio Antonietto, di soli nove anni.

Rientrato in Italia Ungaretti ottiene la cattedra di letteratura italiana all’Università di Roma. Rimasto vedovo nel 1958, continua la sua attività di poeta e traduttore. Nel 1969 viene pubblicata la raccolta completa delle sue liriche. Muore a Milano nel 1970.

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