Gabriele D’Annunzio – Il piacere

La vicenda è ambientata in una lussuosa Roma di fine secolo. Ultimo rampollo di un’antica famiglia nobile, Andrea Sperelli è un giovane che vive esclusivamente per l’amore, l’arte e la cultura. Sensibilissimo e raffinatissimo, conduce un’esistenza estetizzante. Quando la sua amante, Elena Muti, con cui Andrea ha allacciato una burrascosa relazione, l’abbandona senza alcun motivo, Andrea cerca conforto in numerose avventure, finché incappa nella vendetta di un amante tradito che lo ferisce in duello. Si rifugia allora nella villa di campagna di una sua cugina per farsi curare; qui ha occasione di rigenerarsi, di ripensare alla propria vita dissoluta e anche di incontrare una giovane donna, Maria Ferres, moglie del ministro del Guatemala, bella e sensibile al fascino dell’arte. Finita la convalescenza, Andrea si trasferisce a Roma dove, ritornando alla solita vita mondana e dissoluta, ha frequenti incontri con Elena, decisa però a respingerlo, e inizia a sedurre la Ferres. La duplice relazione con Elena, segnata dall’eccitazione e dal desiderio sessuale, e con Maria, caratterizzata da un amore puro, finisce per ossessionarlo, spingendolo al gioco perverso del possesso di Elena attraverso Maria e al tradimento. Infatti, quando riesce a ottenere da Maria il dono di una notte d’amore, al culmine dell’amplesso, l’uomo, che nell’inconscio sta rivivendo l’amore per Elena, si lascia sfuggire il nome di costei e Maria, inorridita, fugge abbandonandolo nella disperazione.

L’aspirazione a una vita inimitabile e aristocratica in Andrea Sperelli coincide con gli ideali di grandiosità di D’Annunzio. Non c’è quasi differenza tra l’autore e la sua creatura: essi vivono in uno stato di perfetta sintonia. Sul piano dei contenuti, la componente psicologica non è rilevante come nel modello; lo scavo psicologico si dissolve, infatti, in un’indagine estenuante degli Stati d’animo del protagonista in rapporto alle sue esperienze erotiche.

D’Annunzio introduce alcune variazioni sia nel tempo della storia sia nella scelta di raccontare la vicenda mediante un narratore in terza persona, che comunque assume il punto di vista del protagonista riferendo idee, pensieri e gusti.

Andrea Sperelli è un eroe decadente, un dandy raffinato e gelido, cultore solo di un bello aristocratico. Egli ricerca l’eleganza, la bellezza e il piacere e regola la sua condotta sul principio che la vita deve essere modellata come un’opera d’arte. Tuttavia, Andrea Sperelli è privo della profondità psicologica che caratterizza i due personaggi più illustri del romanzo estetizzante francese e inglese, Jean Des Esseintes e Doria Gray: mentre il primo persegue come unico scopo quello di un estetismo raffinato ed elitario che lo spinge a isolarsi dal mondo e il secondo è pronto a uccidere è infrangere le regole della morale comune pur di ottenere l’eterna giovinezza, le azioni di Andrea Sperelli oscillano tra slanci appassionati e momenti di malinconia, tra improvvise prese di consapevolezza e rifiuto di riconoscere la realtà, senza che il tempo e l’esperienza incidano sul suo carattere. La sua è la storia di un fallimento esistenziale che lo rende quasi un modello di molti personaggi del successivo romanzo della crisi.

Elena e Maria incarnano due tipologie femminili contrapposte, la femme fatale voluttuosa e sensuale, capace di asservire gli uomini ai propri desideri, e la donna pura e spirituale, simbolo di innocenza. Di conseguenza, anche l’amore che il protagonista provca per loro assume di volta in volta la forma di amore profano carnale ed erotico e di amore sacro platonico e sentimentale.

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