I Poemetti vengono pubblicati in una prima raccolta di 12 poesie nel 1897 e poi nel 1900 con alcune aggiunte. Infine compaiono nella veste definitiva divisi in due diverse raccolte.

Rispetto alle poesie di Myricae, i poemetti presentano una maggiore ampiezza. Le poesie tendono a organizzarsi in una struttura più narrativa che lirica, assumendo l’aspetto di racconti in versi. A livello metrico, scompaiono i versi brevi, per lasciare spazio alle terzine dantesche, raggruppate in sezioni più o meno estese.

I componimenti hanno come filo conduttore la storia di due sorelle contadine, Rosa e Viola. Le loro abitudini e le loro giornate ripetitive riprendono motivi già presenti in Myricae, ma gli scorci di vita quotidiana ora si fissano in rappresentazioni più vaste e i personaggi appaiono maggiormente caratterizzati. Pascoli delinea un mondo contadino regolato da giustizia e lealtà, e celebra i valori della vita campestre, ma sono presenti anche poesie che costituiscono digressioni autobiografiche, o che si spingono verso il tema del mistero.

Il linguaggio è umile e quotidiano; il poeta accoglie termini del parlato, del gergo dei contadini, ma ad esso unisce parole di uso tecnico e vocaboli stranieri. Tuttavia, è costante lo sforzo di nobilitazione, attraverso un largo impiego di aggettivi.

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