La comunicazione interpersonale e quella sociale

Le comunicazioni fra gli individui avvengono in svariati modi.

La prima classificazione delle forme di interazione umana è quella che differenzia fra comunicazioni interpersonali e comunicazioni sociali.

Nella comunicazione interpersonale si comprende tutta quella tipologia di scambi che avviene in modo diretto fra due individui o all’interno di un gruppo definito di persone. Questo tipo di interazioni è caratterizzato dalla circolarità: tutti coloro che dialogano possono rispondere con una certa immediatezza. Può essere effettuata innanzitutto fra due persone, tramite la voce e i gesti, o anche a distanza, con l’aiuto di mezzi tecnologici, quali il telefono, la posta, l’e-mail, purché gli interlocutori possano scambiarsi in modo reciproco i ruoli di emittente e di destinatario. Può essere svolta anche in gruppo, come nelle conversazioni fra amici o nelle discussioni in classe o in azienda, purché lo scambio sia circolare e gli interlocutori possano rispondere in modo immediato.

Ciò che accomuna le comunicazioni interpersonali è dunque il modello comunicativo che sottintendono, definito one-to-one, ovvero da persona a persona. Si caratterizza per il fatto che:

  • ogni partecipante al processo ha un uguale e reciproco controllo sul contenuto del messaggio trasmesso e quindi la comunicazione è bidirezionale;
  • il contenuto del messaggio può essere personalizzato e dettagliato sulla base dei bisogni e degli interessi di ciascun partecipante.

In una comunicazione one-to-one il messaggio contiene un alto grado di informazione, ovvero un alto livello di reachness. In termini tecnici, si definisce reachness la ricchezza di un messaggio in termini di quantità di informazioni trasferite, di tempestività, di personalizzazione dei contenuti, di interattività della comunicazione. E’ chiaro che la reachness di una comunicazione diminuisce man mano che aumentano i partecipanti. Pensiamo alla presentazione di un soggiorno ad un potenziale cliente. L’addetto presenta caratteristiche e punti di forza dell’offerta, ne mette in risalto i vantaggi, cerca di fornire al cliente informazioni mirate che incentivano all’acquisto. Se a questo incontro partecipano tuttavia anche alcuni amici, le cose si complicano. L’addetto incontrerà maggiori difficoltà nel personalizzare la comunicazione. Ciascun partecipante potrebbe infatti mostrare aspettative sui servizi oppure sui costi solo in parte coincidenti con quelle degli altri. Diventerà così complicato per l’agenzia riuscire a convincere tutti ad accettare l’offerta.

Il web 2.0 è caratterizzato dalla circolarità di comunicazione fra emittente e destinatario: grazie alle nuove tecnologie, si è passati dai siti web statici degli anni Novanta, senza alcuna possibilità di interazione con l’utente eccetto la normale navigazione tra le pagine o l’uso delle e-mail e dei motori di ricerca, a siti dinamici che consentono non solo di fruire delle informazioni, ma anche di creare e modificare i contenuti multimediali stessi. Ad esempio è possibile esprimere sulle pagine web opinioni su quanto acquistato e sull’affidabilità del venditore.

Nelle comunicazioni sociali invece l’informazione viene trasmessa in modo unidirezionale da una fonte verso un numero elevato ed indistinto di persone. I destinatari sono spesso grandi masse di pubblico che non possono usufruire della possibilità di interagire ad armi pari, sullo stesso piano, con l’emittente, tanto che le comunicazioni assomigliano più ad un monologo che a un dialogo. Le comunicazioni sociali utilizzano come canali la stampa, la televisione, la segnaletica stradale, avvengono nei teatri, nelle sale cinematografiche, nei musei, durante le conferenze o i comizi. Si tratta in questo caso di un tipo di comunicazione one-to-many, da uno a molti, definito anche broadcasting.

Un tipo particolare di comunicazione sociale è la comunicazione di massa, caratterizzata dal fatto che è rivolta ad un pubblico molto ampio ed eterogeneo e dalla produzione di messaggi che superano le barriere temporali e spaziali. Essa è resa possibile dai mass media. Con l’espressione mass media, o media, si indicano la stampa, la radio, il cinema, la televisione, internet.

Le società primitive conoscevano le comunicazioni sociali, tuttavia erano prive di comunicazioni di massa in senso stretto. La comunicazione sociale infatti avveniva in modo diretto durante le arringhe e i discorsi che gli antichi re e leader rivolgevano ai propri sottomessi per incitare a compiere determinate azioni. Anche le riunioni che si tenevano nella piazza del villaggio, al mercato, davanti al fuoco sacro, erano più simili alle comunicazione all’interno dei gruppi, poiché il pubblico doveva essere presente fisicamente.

In verità esistevano delle forme di interazione che potevano avvalersi di tecnologie per la comunicazione mediata nello spazio come falò, segnali di fumo, suoni di tamburo, e mediata nel tempo, come tombe, lapidi; tuttavia non possiamo definire queste comunicazioni di massa perché non si rivolgevano contemporaneamente a eterogenei e indistinti gruppi di persone.

Le comunicazioni di massa si sono sviluppate soprattutto nel XX secolo. La loro affermazione è stata resa possibile da due fattori:

  • dallo sviluppo tecnologico crescente applicato ai mezzi di comunicazione, che ha reso disponibili supporti tecnici in grado di superare le barriere spaziali e temporali; dalla diffusione dei mezzi di comunicazione ad ampi settori della popolazione, grazie all’applicazione delle tecniche di produzione industriale in serie. La produzione su larga scala ha abbassato i costi di radio, tv, macchine fotografiche, videocamere, computer, rendendo accessibili nel prezzo a tutti.

Le comunicazioni di massa, rispetto alle comunicazioni interpersonali, presentano il vantaggio di poter riprodurre più volte il messaggio da trasmettere, riducendo così i costi di comunicazione. Possono rivolgersi a un pubblico ampio, godendo così di un’alta audience. Poiché l’ampiezza del pubblico cui ci si rivolge viene definita reach, le comunicazioni di massa posseggono un’alta reach.

Di solito più sono le possibilità che una comunicazione si rivolga ad un pubblico ampio meno il messaggio è ricco in termini di contenuti, personalizzazione, interattività. Una comunicazione in televisione, ad esempio, raggiunge un pubblico ampio, ma non può essere dettagliata, personalizzata ed interattiva.

Attraverso i media si può dunque trasmettere uno stesso messaggio a una moltitudine di persone sparse per il mondo e a basso prezzo. Il contenuto però non può essere modificato sulla base degli interessi dei singoli riceventi.

I mass media, soprattutto la televisione, sperimentano già da alcuni decenni innovazioni per superare il limite intrinseco delle comunicazioni di massa della scarsa interattività e personalizzazione. Esempi sono le tv tematiche, i programmi on demand o prima ancora le telefonate in diretta del pubblico. Tuttavia, ciò che ha veramente trasformato le comunicazioni sociali è stato l’avvento di Internet.

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