Psicologia – I sistemi sensoriali

Secondo la Neurolinguistica, nei loro atti conoscitivi e comunicativi gli individui privilegiano, più o meno consapevolmente, un canale sensoriale rispetto agli altri:

  • alcune persone preferiscono il sistema uditivo;
  • altre quello visivo;
  • altre ancora quello fisico corporeo, che include percezioni tattili, olfattive, gustative.

Questo significa che gli individui uditivi sono sensibili e si sentono a loro agio con tutto ciò che attiene alla parola scritta e parlata, all’ascolto e alla lettura e scrittura, alla musica e ai rumori. Se gli uditivi ascoltano il mondo, i visivi lo fotografano, poiché osservano e memorizzano facilmente le immagini, le forme e i colori. Infine, coloro che utilizzano in modo privilegiato il canale corporeo sono molto attenti alle sensazioni che il loro corpo sperimenta. Ognuna di queste tre categorie possiede specifiche particolarità di pensiero e di comunicazione.

Nessuna persona padroneggia solo un sistema sensoriale, altrimenti le comunicazioni sono quasi impossibili fra individui di gruppi sensoriali diversi. Ciascuno utilizza i tre sistemi e sceglie quello più adatto alle diverse circostanze. Tuttavia comunicare nel sistema sensoriale privilegiato comporta maggior agio e facilità d’attenzione, se vuole risultare coinvolgente, chiaro e persuasivo, dovrà capire il sistema sensoriale utilizzato dal ricevente e sintonizzarsi con lui, usando lo stesso ritmo di eloquio, le stesse metafore ed espressioni, lo stesso tipo di modalità di strutturazione dei pensieri. Parlare velocemente a un corporeo vuol dire mettere in difficoltà, così come non seguire un ordine ben preciso di esposizione con un uditivo o chiedere ad un visivo di esprimersi lentamente e andare con ordine.

I visivi

I visivi hanno una postura e lo sguardo rivolto verso l’alto. La respirazione avviene nella zona delle spalle. Disegnano volentieri, curano l’abbigliamento nell’aspetto esteriore e nell’accostamento dei colori, amano osservare i dettagli. Quando comunicano, parlano velocemente perché le parole sono troppo lente per raccontare tutto ciò che vedono nella loro mente e non seguono un ordine particolare nella loro esposizione. Utilizzano metafore ed espressioni del mondo visivo: quando vanno d’accordo con qualcuno diranno che si sono visti subito di un buon occhio o che colgono le stesse sfumature della realtà.

Gli uditivi

Gli uditivi parlano con ritmo e velocità regolari, solitamente accompagnando con un movimento ritmico delle mani, come se scandiscono il tempo ad un’orchestra. Inoltre utilizzano spesso vocaboli, espressioni e metafore legate al mondo sonoro: se vanno d’accordo con qualcuno diranno che fra loro sono ben sintonizzati, oppure che c’è armonia. Questi individui comunicano stando dritti e muovendo frequentemente il capo in senso orizzontale come se esplorano lo spazio con le orecchie. Infine, prediligono ragionamenti logici, consequenziali, e ricordano facilmente le parole ascoltate. Se li osservate attentamente, vedete che la loro respirazione è centrata sul torace.

I cinestesici

I cinestesici preferiscono utilizzare il sistema fisico corporeo e si riconoscono perché assumono una postura chiusa in sé, con lo sguardo rivolto verso il basso e la respirazione addominale. Spesso, quando parlano, mimano con le mani o con il corpo quello che stanno raccontando. Per loro il contatto fisico ed il movimento sono determinanti, parlano lentamente, con lunghe pause e profondi respiri e hanno difficoltà nell’ascoltare chi parla velocemente e nell’esprimersi a parole. I vocaboli più frequenti attengono al mondo corporeo e, pertanto, verso un loro amico diranno che si sentono legati a quella persona o che si sono fiutati sin dall’inizio.

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