Fabbisogno energetico

Il fabbisogno energetico totale viene definito come la quantità di energia, espressa in kcal o kJ, necessaria per mantenere l’organismo in buono stato di salute per molto tempo, quando viene svolto un determinato livello di attività fisica.

L’energia spesa giornalmente da un individuo per la funzione delle sue attività involontarie o volontarie è data dalla somma di vari fattori, di cui i più significativi sono:

  • metabolismo basale;
  • termogenesi indotta dalla dieta;
  • termoregolazione;
  • attività fisiche.

Metabolismo basale

Il metabolismo basale costituisce una quota fissa di energia che le persone consumano per poter mantenere i processi vitali nelle 24 ore, quando sono in condizioni di riposo assoluto. Esso rappresenta quantitativamente la quota di dispendio energetico più importante del consumo totale. Dipende dall’età, dal sesso, dalla costituzione fisica, e si definisce come la quantità di calorie utilizzate da un individuo sveglio, a digiuno da almeno 12 ore, a completo riposo fisico e mentale.

Termogenesi Indotta dalla Dieta

La termogenesi indotta dalla dieta consiste in una extraproduzione di energia conseguente all’introduzione degli alimenti. Viene messa in relazione al tipo di macronutrienti assunti con il cibo e alla loro quantità consumata. Rappresenta un surplus energetico associato ai processi di digestione, assorbimento e metabolismo dei macronutrienti. Precisamente è più elevata per le proteine, minore per i glucidi ed i lipidi. In un dieta equilibrata è stato valutato che la TID incide per circa il 10% circa del dispendio energetico totale. Le sostanze nervine possono aumentarla anche in maniera rilevante.

Termoregolazione

La temperatura corporea in condizioni di normalità è compresa tra 36,5-37,2 °C. Quando l’organismo si trova in condizioni ambientali diverse da una temperatura esterna considerata confortevole, esso reagisce cercando di ristabilire l’equilibrio termico attraverso i sistemi di termoregolazione. Contro il freddo l’organismo reagisce con il brivido e converte una certa quantità di energia chimica proveniente dai macronutrienti in calore. Contro il caldo il corpo spende energia per attivare l’evaporazione di acqua dalla pelle e favorire il raffreddamento della superficie corporea. La sede di controllo della temperatura corporea è localizzata nel centro termoregolatore situato nell’ipotalamo del nostro cervello, il quale riceve dai termorecettori della pelle, le informazioni sullo stato di raffreddamento o riscaldamento dell’organismo.

Accrescimento

Nei bambini e negli adolescenti va contemplata una spesa energetica per l’accrescimento, dovuta al contenuto energetico del tessuto neoformato e al dispendio energetico per la sua sintesi. Come stima approssimativa del costo energetico per l’accrescimento viene indicato un valore medio di 5 kcal per ogni grammo di aumento di peso. Questo tipo di spesa energetica è strettamente legato alla velocità di crescita. Il fabbisogno energetico è definito come l’apporto di energia di origine alimentare necessario a compensare la spesa energetica di un soggetto in buona salute e con normale attività psicofisica.

Livello di attività fisica

Il fabbisogno energetico richiesto dall’attività fisica è proporzionale al lavoro muscolare e dipende dall’intensità delle contrazioni, dal numero di movimenti e da vari fattori soggettivi od oggettivi. In una popolazione il livello di attività fisica è la variabile più importante ma anche la più difficile da determinare. Il lavoro muscolare comporta comunque sempre un dispendio energetico che per il singolo individuo può essere misurato attraverso un respirometro portatile, oppure mediante l’uso di apposite tabelle. L’attività fisica svolta viene distinta in:

  • leggera: associata ad attività svolte da impiegati, studenti, insegnanti, receptionist, ecc.;
  • moderata: associata ad attività svolte da camerieri, casalinghe, commessi, ecc.;
  • pesante: associata ad attività svolte da cuochi, muratori, lavoratori in agricoltura, ecc.

L’attività fisica può incrementare il dispendio energetico per valori che vanno poco più del 15% per soggetti sedentari, al 40-50% per individui che svolgono attività fisiche pesanti e sport aagonistici intensivi.

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