Il contratto d’albergo è un accordo in base al quale l’albergatore, dietro corrispettivo del prezzo, si obbliga a fornire al cliente alloggio in un’unità abitativa arredata e altri eventuali servizi a esso collegati, quali somministrazione di pasti, lavanderia, servizio bar, centro benessere, garage, servizi di banqueting in occasione di matrimoni, cene di gala ecc.

Il contratto d’albergo è consensuale, ossia si perfeziona con l’incontro della volontà delle due parti, senza la necessità di una forma particolare. I requisiti fondamentali di questo contratto sono:

  • l’accordo tra le parti, albergatore e cliente, che riguarda il tipo di prestazione e la durata che si intende per una sola giornata, il prezzo;
  • la causa: deve essere lecita, cioè non deve essere contraria a norme imperative, all’ordine pubblico, al buon costume;
  • l’oggetto: riguarda i servizi che l’albergatore si obbliga a prestare in cambio di un corrispettivo in denaro e deve essere lecito, possibile, determinato o determinabile.

    I prezzi, calcolati per la durata di un giorno e una notte, devono essere resi pubblici; per questo esiste l’obbligo di esporre un prospettico generale nella reception dell’albergo e la tariffa delle singole camere all’interno di ciascuna di esse.

    Generalmente non è prevista la forma scritta, ma viene spesso preceduto dalla prenotazione. Questa può avvenire:

    • in forma scritta;
    • in forma verbale;
    • tramite agenzia di viaggi;
    • per mezzo di sistemi elettronici di prenotazione;
    • tramite e-mail inviata all’hotel.

    Spesso la prenotazione è accompagnata dal versamento di una caparra. Non esistendo regole precise in ordine all’importo della caparra, questa potrà essere commisurata alla durata del contratto e al periodo di alta o bassa stagione; di solito varia tra il corrispettivo di una e tre notti. Il codice civile distingue due casi:

    • caparra confirmatoria: è definita dall’articolo 1385 del codice civile; viene versata al momento della conclusione del contratto e serve a garantire ciascuna parte dall’inadempienza dell’altra. Se, infatti, il cliente non si presenta, l’albergatore può trattenere la caparra; se è invece l’albergatore a essere inadempiente, per cui il cliente non trova la camera libera, egli ha diritto di esigere il doppio della caparra versata;
    • caparra penitenziale: è definita dall’articolo 1386 del codice civile e rappresenta il corrispettivo dovuto da chi recede dal contratto, se nel contratto è stato stipulato il diritto di recesso per una o entrambe le parti.

    Avendo per oggetto l’erogazione di più servizi, il contratto d’albergo è un contratto complesso, che non trova specifica regolamentazione nel nostro ordinamento giuridico, per cui viene definito anche “atipico”.

    La regolamentazione dei rapporti che nascono tra albergatore e cliente si basa su norme esistenti di carattere generale, alle quali si può, di volta in volta, fare riferimento in caso di contenzioso, cioè di controversie che possono nascere tra i due contraenti. Tali norme sono:

    • articoli del Codice Civile: poiché l’albergatore si obbliga a singole prestazioni che, pur coordinate tra loro, sono molteplici ed eterogenee, il contratto d’albergo ha in sé elementi riconducibili a varie tipologie contrattuali regolamentate dal Codice Civile quali: il contratto di locazione, il contratto di comodato, il contratto di somministrazione, il contratto d’opera e il contratto di trasporto.
    • leggi speciali: le norme sulla sicurezza e l’igiene, la legge n. 96/2006 sull’attività agrituristica, il Codice del consumo legge n. 206/2005 che tutela e protegge il consumatore, le norme sui diritti d’autore per la riproduzione di musica nelle sale comuni dell’hotel;
    • norme regolari e regolamenti amministrativi locali;
    • la giurisprudenza: le numerose sentenze della Corte di Cassazione che hanno definito e chiarito casi di responsabilità delle parti;
    • gli usi o consuetudini: sono norme di comportamento scritte o non scritte, ma basate sulle tradizioni locali e sul generale riconoscimento sociale.

      Esiste invece una disciplina specifica per quanto riguarda il deposito in albergo e la responsabilità dell’albergatore per le cose del cliente.

      Le regole del contratto d’albergo si estendono a tutte le tipologie di strutture ricettive.

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