I nuovi modelli di comunicazione imposti dal web

Oggi le comunicazioni sono mutate grazie alla nascita e all’evoluzione dei sistemi informatici, in particolare del web.

Il World Wide Web nasce agli inizi degli anni 90 nei laboratori del CERN di Ginevra, allo scopo di facilitare la comunicazione tra la comunità internazionale dei fisici. Tim Berners-Lee, il suo ideatore, sviluppò un sistema di comunicazione basato su testi complessi che comprendevano non solo parole, ma anche immagini, suoni, video, denominati ipertesti. Qualche anno dopo due ricercatori americano creano la prima interfaccia grafica per l’accesso ai documenti presenti sul WWW, il famoso Mosaic, e la distribuiscono gratuitamente a tutta la comunità di utenti della rete, permettendo di fatto di immagazzinare, pubblicare e diffondere le informazioni a un pubblico mondiale. Da quel momento in poi Internet diventa utilizzabile anche da utenti non esperti, che possono accedere a una quantità di informazioni prima inimmaginabile e comunicare fra di loro. L’abbassamento dei costi del personale computer ha consentito alla comunità online di aumentare di numero, e la diffusione della banda larga ha permesso inoltre nelle società occidentali e in quelle sviluppate di velocizzare le loro attività in rete.

Negli ultimi anni il web ha subito un’altra evoluzione: il World Wide Web è diventato interattivo. Di fatto il web non è cambiato, la sua infrastruttura è sempre quella, ma i programmatori della rete hanno costruito dei software centrati sulla persona, più facili da usare, che permettono lo sviluppo di relazioni e che assicurano la bidirezionalità. Ora il web è diventato una piattaforma, ovvero un sistema operativo sempre più autonomo che entra in concorrenza direttamente con chi detiene il monopolio delle più diffuse applicazioni per il personal computer. Questa seconda generazione del web, che si fonda sulle nuove applicazioni tecnologiche online, quali i blog, forum, chat, o sistemi quali Wikipedia, YouTube, Facebook, Myspace, Twitter, Gmail, viene definita ormai Web 2.0.

Grazie al Web 2.0 è possibile intervenire, esprimere la propria opinione, fornire risposte in tempo reale, modificare gli stessi siti, e ciò ha modificato la comunicazione. Le comunicazioni via web posseggono infatti la caratteristica di ampliare sia l’audience raggiunta da un messaggio, sia la ricchezza, in termini di interattività e personalizzazione, del messaggio stesso. Il web consente cioè una comunicazione ricca, perché personalizzata ed interattiva, ad un’ampia platea di utenti.

Il web inoltre gode della possibilità di far coesistere diversi modelli di interazione, attivando oltre alle forme di comunicazione tradizionali one-to-one e one-to-many anche forme più innovative del tipo many-to-many, grazie alla sua evoluzione in senso interattivo con il Web 2.0.

Il modello comunicativo many-to-many non determina una sola relazione tra emittente e ricevente, ma consente un insieme di relazioni intrecciate, in cui la distinzione fra emittente e destinatario non esiste. Tutte le parti infatti contribuiscono alla costruzione del contenuto e dell’ambiente di comunicazione, grazie alle discussioni di gruppo virtuali di blog, social forum ecc.

Il blog infatti permette a chiunque sia in possesso di una connessione Internet di creare facilmente un sito in cui pubblicare storie, informazioni e opinioni in completa autonomia. Ogni articolo è legato ad un thread, in cui i lettori possono scrivere i loro commenti e lasciare messaggi all’autore. Il blog è un luogo dove si può stare insieme agli altri e in genere si può esprimere liberamente la propria opinione. E’ un sito web, gestito in mod autonomo, nel quale si tiene traccia dei pensieri; quasi una sorta di diario personale. Ciascuno vi scrive, in tempo reale, le proprie idee e riflessioni. In questo luogo cibernetico si possono pubblicare notizie, informazioni e storie di ogni genere, aggiungendo, se si vuole, anche dei link a siti di proprio interesse: la sezione che contiene link ad altri blog è definita blogroll.

Grazie ai social network si creano comunità virtuali online che consentono ad un insieme di persone interessate ad un determinato argomento di corrispondere tra loro. Chiunque può partecipare, ovunque si trovi, con un semplice accesso alle reti, lasciando messaggi su forum, partecipando a gruppi di discussione.

In Internet le informazioni circolano velocemente da persona a persona come in un contagio, riproducendo a distanza il passaparola fra amici e conoscenti e determinando un flusso di comunicazione pervasivo e diffuso.

Il web si connota dunque come una tipologia di comunicazione innovativa, non solo per i mezzi tecnologici che utilizza in termini di hardware e software, ma anche per i modelli di comunicazione che dispone. Infatti, grazie al web sono attivabili tutti i tre tipi di comunicazione contemporaneamente. E’ possibile per un albergo inviare e-mail personalizzate, aprire un sito internet, partecipare a blog o comunità virtuali. Inoltre il web consente una comunicazione personalizzata e interattiva con un ampia platea di interlocutori.

La comunicazione interpersonale e quella sociale

Le comunicazioni fra gli individui avvengono in svariati modi.

La prima classificazione delle forme di interazione umana è quella che differenzia fra comunicazioni interpersonali e comunicazioni sociali.

Nella comunicazione interpersonale si comprende tutta quella tipologia di scambi che avviene in modo diretto fra due individui o all’interno di un gruppo definito di persone. Questo tipo di interazioni è caratterizzato dalla circolarità: tutti coloro che dialogano possono rispondere con una certa immediatezza. Può essere effettuata innanzitutto fra due persone, tramite la voce e i gesti, o anche a distanza, con l’aiuto di mezzi tecnologici, quali il telefono, la posta, l’e-mail, purché gli interlocutori possano scambiarsi in modo reciproco i ruoli di emittente e di destinatario. Può essere svolta anche in gruppo, come nelle conversazioni fra amici o nelle discussioni in classe o in azienda, purché lo scambio sia circolare e gli interlocutori possano rispondere in modo immediato.

Ciò che accomuna le comunicazioni interpersonali è dunque il modello comunicativo che sottintendono, definito one-to-one, ovvero da persona a persona. Si caratterizza per il fatto che:

  • ogni partecipante al processo ha un uguale e reciproco controllo sul contenuto del messaggio trasmesso e quindi la comunicazione è bidirezionale;
  • il contenuto del messaggio può essere personalizzato e dettagliato sulla base dei bisogni e degli interessi di ciascun partecipante.

In una comunicazione one-to-one il messaggio contiene un alto grado di informazione, ovvero un alto livello di reachness. In termini tecnici, si definisce reachness la ricchezza di un messaggio in termini di quantità di informazioni trasferite, di tempestività, di personalizzazione dei contenuti, di interattività della comunicazione. E’ chiaro che la reachness di una comunicazione diminuisce man mano che aumentano i partecipanti. Pensiamo alla presentazione di un soggiorno ad un potenziale cliente. L’addetto presenta caratteristiche e punti di forza dell’offerta, ne mette in risalto i vantaggi, cerca di fornire al cliente informazioni mirate che incentivano all’acquisto. Se a questo incontro partecipano tuttavia anche alcuni amici, le cose si complicano. L’addetto incontrerà maggiori difficoltà nel personalizzare la comunicazione. Ciascun partecipante potrebbe infatti mostrare aspettative sui servizi oppure sui costi solo in parte coincidenti con quelle degli altri. Diventerà così complicato per l’agenzia riuscire a convincere tutti ad accettare l’offerta.

Il web 2.0 è caratterizzato dalla circolarità di comunicazione fra emittente e destinatario: grazie alle nuove tecnologie, si è passati dai siti web statici degli anni Novanta, senza alcuna possibilità di interazione con l’utente eccetto la normale navigazione tra le pagine o l’uso delle e-mail e dei motori di ricerca, a siti dinamici che consentono non solo di fruire delle informazioni, ma anche di creare e modificare i contenuti multimediali stessi. Ad esempio è possibile esprimere sulle pagine web opinioni su quanto acquistato e sull’affidabilità del venditore.

Nelle comunicazioni sociali invece l’informazione viene trasmessa in modo unidirezionale da una fonte verso un numero elevato ed indistinto di persone. I destinatari sono spesso grandi masse di pubblico che non possono usufruire della possibilità di interagire ad armi pari, sullo stesso piano, con l’emittente, tanto che le comunicazioni assomigliano più ad un monologo che a un dialogo. Le comunicazioni sociali utilizzano come canali la stampa, la televisione, la segnaletica stradale, avvengono nei teatri, nelle sale cinematografiche, nei musei, durante le conferenze o i comizi. Si tratta in questo caso di un tipo di comunicazione one-to-many, da uno a molti, definito anche broadcasting.

Un tipo particolare di comunicazione sociale è la comunicazione di massa, caratterizzata dal fatto che è rivolta ad un pubblico molto ampio ed eterogeneo e dalla produzione di messaggi che superano le barriere temporali e spaziali. Essa è resa possibile dai mass media. Con l’espressione mass media, o media, si indicano la stampa, la radio, il cinema, la televisione, internet.

Le società primitive conoscevano le comunicazioni sociali, tuttavia erano prive di comunicazioni di massa in senso stretto. La comunicazione sociale infatti avveniva in modo diretto durante le arringhe e i discorsi che gli antichi re e leader rivolgevano ai propri sottomessi per incitare a compiere determinate azioni. Anche le riunioni che si tenevano nella piazza del villaggio, al mercato, davanti al fuoco sacro, erano più simili alle comunicazione all’interno dei gruppi, poiché il pubblico doveva essere presente fisicamente.

In verità esistevano delle forme di interazione che potevano avvalersi di tecnologie per la comunicazione mediata nello spazio come falò, segnali di fumo, suoni di tamburo, e mediata nel tempo, come tombe, lapidi; tuttavia non possiamo definire queste comunicazioni di massa perché non si rivolgevano contemporaneamente a eterogenei e indistinti gruppi di persone.

Le comunicazioni di massa si sono sviluppate soprattutto nel XX secolo. La loro affermazione è stata resa possibile da due fattori:

  • dallo sviluppo tecnologico crescente applicato ai mezzi di comunicazione, che ha reso disponibili supporti tecnici in grado di superare le barriere spaziali e temporali; dalla diffusione dei mezzi di comunicazione ad ampi settori della popolazione, grazie all’applicazione delle tecniche di produzione industriale in serie. La produzione su larga scala ha abbassato i costi di radio, tv, macchine fotografiche, videocamere, computer, rendendo accessibili nel prezzo a tutti.

Le comunicazioni di massa, rispetto alle comunicazioni interpersonali, presentano il vantaggio di poter riprodurre più volte il messaggio da trasmettere, riducendo così i costi di comunicazione. Possono rivolgersi a un pubblico ampio, godendo così di un’alta audience. Poiché l’ampiezza del pubblico cui ci si rivolge viene definita reach, le comunicazioni di massa posseggono un’alta reach.

Di solito più sono le possibilità che una comunicazione si rivolga ad un pubblico ampio meno il messaggio è ricco in termini di contenuti, personalizzazione, interattività. Una comunicazione in televisione, ad esempio, raggiunge un pubblico ampio, ma non può essere dettagliata, personalizzata ed interattiva.

Attraverso i media si può dunque trasmettere uno stesso messaggio a una moltitudine di persone sparse per il mondo e a basso prezzo. Il contenuto però non può essere modificato sulla base degli interessi dei singoli riceventi.

I mass media, soprattutto la televisione, sperimentano già da alcuni decenni innovazioni per superare il limite intrinseco delle comunicazioni di massa della scarsa interattività e personalizzazione. Esempi sono le tv tematiche, i programmi on demand o prima ancora le telefonate in diretta del pubblico. Tuttavia, ciò che ha veramente trasformato le comunicazioni sociali è stato l’avvento di Internet.

I bisogni e la comunicazione via web

Nell’era contemporanea, i bisogni umani sono soddisfatti anche attraverso internet e la comunicazione via web, Frédéric Cozic ha pubblicato la sua interpretazione della piramide dei bisogni di Maslow applicata ai servizi del web 2.0. Il Web 2.0 è un termine utilizzato per indicare l’evoluzione del World Wide Web in senso interattivo: grazie alle nuove applicazioni tecnologiche online, il web 2.0 consente uno spiccato livello di comunicazione tra gli utenti. Attraverso i blog, i forum, le chat o i social network è possibile intervenire, esprimere la propria opinione, fornire risposte in tempo reale, modificare gli stessi siti.

Gli strumenti digitali rispettano la gerarchia dei bisogni di Maslow, e grazie ad essi cerchiamo di soddisfare i differenti gruppi di bisogni umani.

Il primo utilizzo della rete è la ricerca di informazioni e la creazione di una propria identità online, grazie a motori di ricerca e servizi mail.

Soddisfatte queste prime necessità, emerge il bisogno di proteggere il computer e i dati personali con antivirus, ecc.

Quindi emergono i bisogni sociali, con il costante utilizzo dei social network per rimanere in contatto con amici o per conoscere nuove persone.

Una volta che sono stati soddisfatti questi bisogni, nasce la necessità di far sentire la propria voce attraverso i servizi di blogging.

Ultima tappa: lasciare una firma, una traccia sulla rete come forme di auto-realizzazione, partecipando ad attività collaborative, per essere ricordati e apprezzati in futuro.

Il concetto di comunicazione

Comunicazione e vita sono una cosa sola: nelo stesso istante in cui inizia la vita, inizia la comunicazione.

Aprire gli occhi per la prima volta o emettere il primo respiro sono messaggi che inviamo al mondo, così come qualsiasi nostro gesto si rivela una comunicazione, anche rimanere in silenzio e non dire nulla.

Comunichiamo infatti non solo con la voce, ma con tutto il corpo, con i gesti che facciamo o non facciamo, e anche con quei piccoli mutamenti fisiologici di cui non abbiamo consapevolezza, come arrossire, dilatare le pupille o aumentare i battiti cardiaci. Comunichiamo anche attraverso gli oggetti di cui ci circondiamo, il modo con cui ci vestiamo, le scelte che continuamente operiamo.

Le possibilità per ogni individuo di “entrare in comunicazione con” sono dunque infinite: in ogni istante riceviamo informazioni provenienti dai nostri sensi; allo stesso modo inviamo di continuo messaggi con i nostri comportamenti.

Tuttavia non tutti gli stimoli esterni destano la nostra e l’altrui attenzione, trasformando le possibili situazioni comunicative in comunicazione vera e propria: perché avvenga un atto comunicativo, è indispensabile qualcuno attento, disposto a trovare interesse e dare senso allo stimolo inviato. Da queste considerazioni iniziali possiamo cogliere due aspetti fondamentali della comunicazione.

Innanzitutto è riduttivo considerare, come si fa abitualmente, la comunicazione come un semplice passaggio volontario di informazioni verbali fra due o più esseri umani. In realtà la comunicazione è un fenomeno molto più complesso, che non si limita alle componenti verbali e agli aspetti consci degli interlocutori. Ben più importante di ciò che diciamo è come lo diciamo. In secondo luogo non basta l’intenzione del mittente per ratificare il successo di un comunicazione. Comunicare infatti significa “mettere in comune”, condividere qualcosa con qualcun altro.

Chi vuole dunque realizzare una comunicazione davvero efficace deve produrre un messaggio che desti l’attenzione dell’interlocutore. Le parole, i gesti, le immagini, i suoni utilizzati nella comunicazione faccia a faccia o a distanza sono occasioni per sollecitare il nostro interlocutore a sintonizzarsi con noi, oppure possono essere solamente alcuni degli infiniti stimoli ambientali trascurati. Così un messaggio per captare l’interesse dell’interlocutore dovrà possedere la forza di scatenare nell’altro sensazioni, emozioni, idee, ricordi e persino…colori, profumi, musiche e suoni.

Francia

La Francia, ufficialmente Repubblica Francese, è uno Stato membro dell’Unione Europea.

La Francia appartiene all’Europa occidentale. Il suo territorio è in prevalenza pianeggiante; i rilievi montuosi si trovano nella parte meridionale e orientale. Il confine con la Spagna è segnato dalla catena dei Pirenei, formata da montagne particolarmente scoscese. Al confine con l’Italia si elevano le Alpi, con il maestoso Monte Bianco; il confine con la Germania è segnato dai Vosgi, mentre quello svizzero è costituito dalla catena del Giura.

Tra i Paesi dell’Unione Europea, la Francia è il primo produttore agricolo, dotato di mezzi moderni e piani agrari avanzati. Tutto ciò è favorito dalla fertilità dei campi e dall’estensione delle pianure. Numerosi prodotti vengono esportati. Le produzioni maggiori riguardano i cereali e la viticoltura. Notevole è l’allevamento dei bovini e dei suini.

Risorse gastronomiche

La Francia gode di una grandissima tradizione gastronomica, ricca e rinomata a livello mondiale. La Francia è anche ricca di un variegato repertorio di cucina regionale, fortemente caratterizzata dai prodotti tipici che vengono valorizzati e divulgati nel mondo.

La cucina francese ha due radici, una aristocratica e una contadina. Il territorio francese è costituito da un mosaico di province e di minoranze etniche diverse sempre presente centralizzazione nazionale, non si è mai spinta ad unificare la cucina alsaziana, fiamminga, savoiarda, nizzarda, corsa, catalana, bretone e basca.

La varietà dei prodotti e dei piatti famosi francesi è vasta a tal punto da creare non poche difficoltà nel segnalare una priorità di scelta. Alcuni prodotti non si possono ignorare quali i formaggi, il pollo, l’agnello, oltre ai numerosi vini noti per la loro qualità.

Per i piatti il discorso è ancora più articolato, data la ricchezza materiale con cui sono costituiti, ci limitiamo a citare alcuni: zuppa di cipolle, crepes, fonduta, lumache, charlotte, mousse, sufflé e minestra.

La Francia detiene il primato di vini d’Eccellenza e produce sia vini da bere che da collezionare.

Linee guida per una sana alimentazione

Tutti gli studi epidemiologici dimostrano che la dieta può contribuire direttamente e proteggere attivamente la nostra salute. Una dieta equilibrata varia e un minimo di attività fisica aiutano a mantenere un buono stato di salute e la qualità della vita.

In Francia nel 2010 è stato pubblicato un elenco aggiornato di documenti in materia di educazione alimentare.

In particolare la guida costituisce una guida alimentare per tutti, con consigli pratici per raggiungere gli obiettivi nutrizionali e salutari di ciascuno. Lo scopo della guida è non solo quello di divulgare la conoscenza alimentare, ma anche promuovere una buona pratica del consumo alimentare quotidiano. Le linee guida consigliano di:

  • aumentare il consumo di frutta e verdura;
  • mangiare cibi fonti di calcio;
  • limitare il consumo di grassi totali e, soprattutto di grassi saturi, forniti da alcuni alimenti che dovrebbero essere evitati;
  • aumentare il consumo di fonti di amido, compresi i cereali e derivati, patate, legumi, che devono essere presenti in ogni pasto;
  • limitare il consumo di zuccheri semplici e di alimenti ricchi di zuccheri;
  • limitare il consumo di bevande alcoliche;
  • aumentare l’attività fisica quotidiana. Raggiungere almeno l’equivalente di 30 minuti di camminata veloce al giorno e ridurre l’inattività.

Portogallo

Il Portogallo occupa l’estremità occidentale della Penisola Iberica, confinando a nord e a est con la Spagna e a sud e a ovest con l’Oceano Atlantico.

Stato membro dell’Unione Europea, è collocato nella posizione più occidentale fra tutti gli Stati dell’Europa continentale. Affacciato sull’Oceano Atlantico, con circa 830 chilometri di coste a sud e a ovest, confina solo con la Spagna.

Risorse gastronomiche

La cucina portoghese è molto varia in ogni regione. Il nord del Paese è famoso per le zuppe di merluzzo e baccalà, nel centro, invece, si prediligono piatti di carne di maiale ma anche di gallina e di agnello, mentre nel sud viene mangiato soprattutto il pesce pescato dall’Atlantico e i frutti tipici delle regioni mediterranee come arance, fichi e mandorle.

Il Portogallo, comunque, vanta prodotti tipici che vengono esportati all’estero come i formaggi e i vini; le Regioni vinicole principali sono quelle di Douro Vinhateiro, che produce il celebratissimo Porto, l’isola di Poco nelle Azzorre e, infine, l’isola di Madeira.

Linee guida per una sana alimentazione

Le raccomandazioni nutrizionali per la popolazione portoghese si articolano in 10 punti:

  • promuovere l’allattamento al seno;
  • aumentare il consumo di carboidrati complessi;
  • favorire un maggior consumo di fibre;
  • ridurre il consumo di grassi totali, soprattutto gli acidi grassi saturi e colesterolo;
  • ridurre il consumo di saccarosio;
  • ridurre il consumo del sodio;
  • ridurre il consumo di alcol;
  • favorire un adeguato apporto di calcio;
  • favorire un adeguato apporto di fluoro;
  • mantenere un fabbisogno energetico alimentare adeguato.

Si raccomanda inoltre di praticare almeno 30 minuti si attività fisica al giorno allo scopo di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, cancro del colon e della mammella.

Spagna

La Spagna, ufficialmente Regno di Spagna, è uno stato democratico, membro dell’Unione Europea. E’ organizzato sotto forma di monarchia parlamentare.

La Spagna occupa quasi interamente la Penisola Iberica; confina a nord-est con la Francia e l’Andorra e a ovest con il Portogallo. Al confine con la Francia si estende l’alta catena montuosa dei Pirenei.

Appartengono alla Spagna anche gli arcipelaghi delle Baleari nel Mediterraneo e delle Canarie nell’Atlantico.

Oltre a Madrid, centro trainante dell’economia è la Catalogna, che da sola produce circa un quinto dell’intera ricchezza spagnola.

In Spagna ci sono 17 Comunità Autonome; le più visitate sono: Andalusia: molto secca e arida, vanta bellissime spiagge e città dai tratti moreschi come Siviglia, Almeria, Granada e Cordoba. Catalogna: è la regione di Barcellona e del divertimento estivo. Galizia: ha un paesaggio totalmente diverso dal resto della Spagna, con montagne e scogliere sull’Oceano. Qui si trova anche Santiagonde Compostela. Paesi Baschi: al confine con la Francia, ha un clima abbastanza piovoso. Qui vengono coltivati molti vigneti famosi, tra cui il Rioja.

Moltissime sono le feste religiose. Le più importanti sono quelle dei Santi e la Semana Santa nelle quali ricorrono processioni molto sentite in tutto il Paese. Tra gli eventi importanti ricordiamo la Mostra del vino a Barcellona, la corsa davanti ai tori di Sanfermines a Pamplona, la Tomatina di Bunol, nei pressi di Valencia e, infine, la Corrida in quasi tutte le città.

Risorse gastronomiche

La cucina spagnola è un insieme di diverse culture e sapori. Ciò è dovuto alla sua grande estensione che abbraccia diverse zone climatiche ed ai differenti influssi apportati dalle varie civiltà che si sono susseguite attraverso i secoli. Infatti i Fenici, i Cartaginesi, i Romani e gli Arabi hanno lasciato la loro impronta nel modo di coltivare la terra, piantando frutteti, diffondendo la coltivazione del riso, degli ortaggi, dell’olivo, delle erbe aromatiche e delle spezie. Le zone costiere possono contare su una grande varietà di prodotti ittici, mentre dalle fertili vallate provengono frutta e verdure abbondanti e di eccelsa qualità. Le Regioni settentrionali della Spagna sono considerate regioni caseari, mentre nelle aree montuose troviamo soprattutto allevamenti suini, selvaggina e coltivazioni di legumi. Celebri sono le tapas, un’incredibile varietà di antipasti tipici, preparati in numerosissime varianti. Sempre come antipasti ricordiamo i prosciutti serranos di vario tipo e gli entremeses de mariscos, olive nere e salumi vari. Un piatto tipico spagnolo è la paella, emblema del piatto unico, a base di riso, carne o pesce ed altri ingredienti. La paella valenciana prende il nome dalla zona valenciana e si prepara in una padella ampia, senza impugnatura, con due maniglie.

Tra le minestre ricordiamo la zuppa d’aglio e la zuppa di vegetali. Le portate di carne e pesce sono varie e saporite. Ricordiamo il bollito misto di carne, il porcellino neonato cotto nel forno da pane e l’agnello arrosto. Tra i dolci, ricordiamo il Churros, un dolce fritto da prima colazione ed la ciambella si pasta soffice, cotta al forno. Vi sono poi un torrone a base di miele e mandorle e il marzapane squisita eredità della dominazione araba.

Per quanto riguarda la produzione vitivinicola la Spagna, vanta una millenaria tradizione. Molti pensano che in terra iberica si possa bere solo dell’ottima sangria, ma non è così. La Spagna offre una notevole varietà di vini; si va dai vini rossi corposi e profumati della Rioja ai vini freschi e fruttati della Navarra, passando per gli ottimi vini bianchi della Galizia e dei Paesi Baschi, fino ad arrivare alla complessa e diversificata produzione vinicola della Catalogna. Nell’Andalusia, troviamo, invece, vini liquorosi tipicamente spagnoli ed i loro derivati.

Per concludere, è bene ricordare che gli spagnoli pranzano e cenano tardi: difficilmente ci si siede a tavola prima delle 14 per il pranzo o delle 22 per la cena.

Linee guida per una sana alimentazione

Il consumo alimentare equilibrato si basa sul modello della ruota degli alimenti, ideata negli anni 70-80 e riproposta aggiornata secondo la nuova versione nel 2008.

Il modello della ruota degli alimenti propone le seguenti indicazioni:

  • al centro della ruota si consiglia di consumare molta acqua e di praticare un esercizio fisico quotidiano;
  • si raccomanda di consumare molta frutta e verdura, gli alimenti del gruppo del pane, della pasta e di altri cereali che apportano carboidrati;
  • si devono scegliere in modo adeguato alimenti proteici come il latte, i legumi, i prodotti ittici, la carne ed il pollame;
  • non si deve abusare di dolci, burro, carne rossa e formaggi.