Il contratto d’albergo

Il contratto d’albergo è un accordo in base al quale l’albergatore, dietro corrispettivo del prezzo, si obbliga a fornire al cliente alloggio in un’unità abitativa arredata e altri eventuali servizi a esso collegati, quali somministrazione di pasti, lavanderia, servizio bar, centro benessere, garage, servizi di banqueting in occasione di matrimoni, cene di gala ecc.

Il contratto d’albergo è consensuale, ossia si perfeziona con l’incontro della volontà delle due parti, senza la necessità di una forma particolare. I requisiti fondamentali di questo contratto sono:

  • l’accordo tra le parti, albergatore e cliente, che riguarda il tipo di prestazione e la durata che si intende per una sola giornata, il prezzo;
  • la causa: deve essere lecita, cioè non deve essere contraria a norme imperative, all’ordine pubblico, al buon costume;
  • l’oggetto: riguarda i servizi che l’albergatore si obbliga a prestare in cambio di un corrispettivo in denaro e deve essere lecito, possibile, determinato o determinabile.

    I prezzi, calcolati per la durata di un giorno e una notte, devono essere resi pubblici; per questo esiste l’obbligo di esporre un prospettico generale nella reception dell’albergo e la tariffa delle singole camere all’interno di ciascuna di esse.

    Generalmente non è prevista la forma scritta, ma viene spesso preceduto dalla prenotazione. Questa può avvenire:

    • in forma scritta;
    • in forma verbale;
    • tramite agenzia di viaggi;
    • per mezzo di sistemi elettronici di prenotazione;
    • tramite e-mail inviata all’hotel.

    Spesso la prenotazione è accompagnata dal versamento di una caparra. Non esistendo regole precise in ordine all’importo della caparra, questa potrà essere commisurata alla durata del contratto e al periodo di alta o bassa stagione; di solito varia tra il corrispettivo di una e tre notti. Il codice civile distingue due casi:

    • caparra confirmatoria: è definita dall’articolo 1385 del codice civile; viene versata al momento della conclusione del contratto e serve a garantire ciascuna parte dall’inadempienza dell’altra. Se, infatti, il cliente non si presenta, l’albergatore può trattenere la caparra; se è invece l’albergatore a essere inadempiente, per cui il cliente non trova la camera libera, egli ha diritto di esigere il doppio della caparra versata;
    • caparra penitenziale: è definita dall’articolo 1386 del codice civile e rappresenta il corrispettivo dovuto da chi recede dal contratto, se nel contratto è stato stipulato il diritto di recesso per una o entrambe le parti.

    Avendo per oggetto l’erogazione di più servizi, il contratto d’albergo è un contratto complesso, che non trova specifica regolamentazione nel nostro ordinamento giuridico, per cui viene definito anche “atipico”.

    La regolamentazione dei rapporti che nascono tra albergatore e cliente si basa su norme esistenti di carattere generale, alle quali si può, di volta in volta, fare riferimento in caso di contenzioso, cioè di controversie che possono nascere tra i due contraenti. Tali norme sono:

    • articoli del Codice Civile: poiché l’albergatore si obbliga a singole prestazioni che, pur coordinate tra loro, sono molteplici ed eterogenee, il contratto d’albergo ha in sé elementi riconducibili a varie tipologie contrattuali regolamentate dal Codice Civile quali: il contratto di locazione, il contratto di comodato, il contratto di somministrazione, il contratto d’opera e il contratto di trasporto.
    • leggi speciali: le norme sulla sicurezza e l’igiene, la legge n. 96/2006 sull’attività agrituristica, il Codice del consumo legge n. 206/2005 che tutela e protegge il consumatore, le norme sui diritti d’autore per la riproduzione di musica nelle sale comuni dell’hotel;
    • norme regolari e regolamenti amministrativi locali;
    • la giurisprudenza: le numerose sentenze della Corte di Cassazione che hanno definito e chiarito casi di responsabilità delle parti;
    • gli usi o consuetudini: sono norme di comportamento scritte o non scritte, ma basate sulle tradizioni locali e sul generale riconoscimento sociale.

      Esiste invece una disciplina specifica per quanto riguarda il deposito in albergo e la responsabilità dell’albergatore per le cose del cliente.

      Le regole del contratto d’albergo si estendono a tutte le tipologie di strutture ricettive.

      Le norme che tutelano i viaggiatori nel trasporto di strada

      L’articolo 1 del Nuovo Codice della strada recita: “la sicurezza delle persone, nella circolazione stradale, rientra tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato.”

      Tale normativa regolamenta:

      • la classificazione dei veicoli e il loro uso;
      • i documenti di circolazione e immatricolazione e il relativo regime sanzionatorio;
      • la circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali;
      • le misure di sicurezza;
      • i servizi di polizia stradale;
      • la segnaletica stradale.

        Tutti i provvedimenti sono emanati in applicazione e nel rispetto delle normative internazionali e comunitarie in materia, che s’ispirano al principio della sicurezza stradale. Lo scopo è quello di ridurre i costi economici, sociali e ambientali derivanti dal traffico dei veicoli, di migliorare il livello di qualità della vita dei cittadini anche attraverso una razionale utilizzazione del territorio, di migliorare la fluidità della circolazione.

        Rent-a-car (noleggiare l’auto)

        Il servizio di noleggio auto, camper, caravan senza autista è diffuso in tutto il mondo ed è fornito da grandi società internazionali, che hanno sedi dislocate soprattutto negli aeroporti, nei porti e nelle grandi stazioni ferroviarie. Il turista in arrivo, disceso da un aereo, dalla nave o dal treno, ha la possibilità di noleggiare immediatamente un’auto o di ritirare quella già prenotata online per iniziare subito la sua vacanza, spostandosi autonomamente per strada. La vacanza “aereo + auto”, “treno + auto” è diventata una formula rivolta al turismo di massa, perché presenta vantaggi economici non indifferenti, grazie alla diffusione dei voli low cost e delle tariffe ferroviarie agevolate. Il contratto di noleggio è concluso tra la società fornitrice del servizio e il cliente guidatore, che dovrà dimostrare di:

        • essere in possesso di patente di guida da almeno un anno;
        • essere titolare di una carta di credito che garantisca il deposito cauzionale alla società di autonoleggio.

        Le varie società possono porre altre condizioni, quali l’età minima del cliente, la modalità di calcolo delle tariffe, le tipologie di assicurazione, il rimborso per il carburante, il risarcimento per i danni o per eventuali violazioni al codice della strada.

        Nell’ambito dell’organizzazione di viaggi per gruppi vengono utilizzati normalmente servizi di noleggio pullman e minibus con autista forniti dalle aziende di trasporto specializzate. Tali servizi sono utilizzati anche in occasione di particolari eventi, quali convegni, matrimoni ecc.

        Le norme che tutelano i viaggiatori nel trasporto ferroviario

        Il Regolamento UE n. 1371/2007 – Diritti e obblighi dei passeggeri, disciplina i diritti e gli obblighi per i passeggeri nel trasporto ferroviario, prevedendo oneri informativi a favore dei passeggeri e diritti specifici in occasione di:

        • ritardi;
        • soppressioni di treni;
        • mancate coincidenze.

        La normativa comunitaria si applica ai viaggi effettuati sui treni regolari, sui treni di media e lunga percorrenza e sui treni internazionali. Tale disciplina è stata recepita nel testo delle Condizioni Generali di trasporto dei passeggeri di Trenitalia S.p.A.

        Il contratto di trasporto concluso dal passeggero, di norma, è relativo all’utilizzo di un singolo treno ed è rappresentanti da un titolo di viaggio che legittima a usufruire del servizio ferroviario prescelto.

        Prima di salire sul treno, il cliente deve acquistare un biglietto valido per il tipo di treno, la classe e il servizio con cui intende viaggiare. L’acquisto può avvenire:

        • presso le biglietterie e le macchine self service delle stazioni ferroviarie;
        • presso le agenzie di viaggio;
        • direttamente online collegandosi al sito di Trenitalia.

        Quando l’acquisto è effettuato online, il passeggero può partire anche senza il biglietto cartaceo, ma disponendo solo del codice di prenotazione PNR. Il biglietto cartaceo richiede, invece, l’obliterazione prima di salire sul treno, senza la quale il passeggero è soggetto a sanzioni. Ciascun biglietto costituisce un singolo e separato contratto di trasporto per la tratta cui si riferisce.

        Il possesso del biglietto dà diritto al viaggiatore di ottenere rimborsi parziali o totali in caso di ritardi alla partenza o all’arrivo, posti prenotati non disponibili, soppressione del treno ecc., secondo le modalità previste dal Regolamento. Il Regolamento comunitario riconosce al viaggiatore tali diritti con riferimento al singolo contratto utilizzato, senza estenderli agli altri servizi successivi e/o precedenti, acquistati dal passeggero per completare il proprio viaggio, che sono invece oggetto di ulteriori distinti contratti. Trenitalia S.p.A., a maggior vantaggio della propria clientela, ha stabilito che i servizi di media e lunga percorrenza nazionali siano da intendersi oggetto di un unico contratto di trasporto anche in caso di utilizzo di più treni successivi e in presenza di più biglietti emessi contemporaneamente anziché di un unico “biglietto globale”. Il biglietto globale è rappresentato da uno o più biglietti legati tra loro da una numerazione sequenziale.

        Le norme che tutelano i viaggiatori nel trasporto marittimo

        Il trasporto per mare è regolato dal Codice della navigazione, da Convenzioni internazionali e da norme comunitarie. Le crociere, però, sono soggette alle stese norme del Codice del Turismo relative al contratto di vendita di pacchetto turistico. Il contratto di trasporto marittimo ha per oggetto la prestazione di trasporto come disciplinata dal Codice della navigazione.

        Il contratto di trasporto di persone deve essere provato per iscritto, tranne che si tratti di trasporto su navi minori di stazza lorda non superiore alle dieci tonnellate, se a propulsione meccanica, o alle venticinque in ogni altro caso. Tuttavia il biglietto di passaggio rilasciato dal vettore fa prova della conclusione del contratto per il viaggio indicato nel biglietto stesso.

        Il diritto al trasporto marittimo è riconosciuto con l’acquisto del biglietto, che costituisce prova della conclusione del contratto e vincola il vettore al rispetto degli elementi in esso contenuti. Esso deve contenere:

        • il luogo e la data di emissione;
        • il luogo di partenza e di destinazione;
        • la classe;
        • il prezzo del passaggio;
        • il nome e il domicilio del vettore;
        • l’orario di partenza;
        • il nome, il cognome e le generalità del passeggero o dei passeggeri;
        • il tipo di servizio richiesto.

        Il biglietto è personale, non è cedibile ed è valido solo per il trasporto in esso specificato. Il passeggero è tenuto a custodirlo per giustificare il proprio diritto al viaggio e a esibirlo a qualsiasi ufficiale della nave o funzionario del vettore che ne facesse richiesta. Il passeggero sprovvisto della biglietto è tenuto al pagamento del doppio del prezzo di passaggio.

        Rimborsi

        Qualora il passeggero non possa partire per i gravi motivi indicati dall’articolo 400 del Codice della navigazione, egli ha diritto al rimborso del biglietto con penale del 25%. In caso di interruzione del viaggio del passeggero per causa a lui non imputabile, il prezzo del passaggio è dovuto in proporzione del trattamento utilmente percorso. Ovviamente, i motivo gravi, giustificati e imprevedibili devono essere adeguatamente comprovati. In caso di impedimento della nave, non imputabile al vettore, il contratto è risolto e il vettore deve restituire il prezzo versato, ma il viaggiatore non ha altri diritti. In caso di soppressione della partenza o mutamento dell’itinerario da parte del vettore, il passeggero ha facoltà di compiere il viaggio su una nave che partirà successivamente, se possibile, o di risolvere il contratto. In entrambi i casi ha diritto al risarcimento dei danni. Se la soppressione o il mutamento ha luogo per giustificato motivo, il risarcimento non può eccedere il doppio del prezzo versato.

        Responsabilità per i danni

        Il vettore è responsabile, se non dimostra che l’evento è derivato da causa a lui non imputabile, per:

        • i danni arrecati al passeggero, anche da ritardo;
        • la perdita e le avarie del bagaglio, che gli è stato consegnato chiuso.

        Per i danni subiti dal viaggiatore, la legge presume dunque la colpa del vettore. Non sarà il viaggiatore a dover provare la responsabilità della compagnia di navigazione, ma sarà quest’ultima a essere gravata dell’onere di provare l’assenza di una propria responsabilità. La responsabilità del vettore marittimo per danni alle persone, è disciplinata dall’articolo 409 del Codice della Navigazione. Il vettore è responsabile per i sinistri che colpiscono la persona del passeggero, dipendenti da fatti verificati dall’inizio dell’imbarco, se non prova che l’evento è derivato da causa a lui non imputabile. Al vettore spetta l’onere di dimostrare l’osservanza di tutte le disposizioni di legge per le navi addette alle trasporto di persone, nonché di aver adottato ogni ulteriore cautela per l’incolumità del passeggero suggerita da una ragionevole diligenza, e che, eventualmente, l’evento sia dovuto a assoluta negligenza del passeggero medesimo.

        Nell’ambito della disciplina del trasporto marittimo, si applica il Regolamento n. 392/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009, relativo alla responsabilità dei vettori che trasportano passeggeri via mare in caso di incidente. Tale Regolamento, allo scopo di accrescere la sicurezza dei trasporti marittimi negli Stati membri, prevede:

        • la copertura assicurativa per il trasporto di passeggeri via mare, che tutti i vettori devono sottoscrivere; il passeggero, vittima di incidente, ha la possibilità di agire direttamente sulla compagnia di assicurazione;
        • l’obbligo di informazioni appropriate e comprensibili ai passeggeri sui loro diritti. Tali informazioni vanno fornite in tutti i punti vendita, incluse le vendite via telefono e via internet.

        Il Codice del Turismo

        Il Codice del Turismo, entrato in vigore il 21 giugno 2011, introduce importanti cambiamenti nell’attività turistica italiana e nell vita stessa dei turisti. Il testo normativo ha subìto nel 2012 un ridimensionamento a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 80/12. Infatti, in seguito al ricorso presentato dalle Regioni Toscana, Puglia, Umbria e Veneto, la Corte ba dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcuni articoli del Codice del Turismo, perché realizzano di fatto un accentramento dei poteri dello Stato in materia di turismo che, in applicazione dell’articolo 117 della Costituzione, spetta in via ordinaria alle Regioni. Per effetto di questa sentenza, molti articoli risultano quindi in parte o in tutto non applicabili. Il contenuto di tali articoli rientra quindi nella piena disciplina delle singole Regioni o nelle leggi nazionali preesistenti.

        Gli articoli, che non sono stati oggetto della citata sentenza, restano quindi in vigore e contengono le seguenti disposizioni:

        • la definizione di imprese turistiche: quelle che esercitano attività economiche, organizzate per la produzione, la commercializzazione, l’intermediazione e la gestione di prodotti, di servizi, tra cui gli stabilimenti balneari, di infrastrutture e di esercizi, compresi quelli di somministrazione facenti parte di sistemi turistici locali, concorrenti alla formazione dell’offerta turistica. Rientrano quindi nell’attività turistica oltre alle imprese ricettive e di viaggi, anche tutte le imprese della ristorazione, i pubblici esercizi, gli stabilimenti balneari, i parchi vacanza, le imprese di organizzazione di servizi congressuali e di spettacolo.
        • l’equiparazione delle imprese turistiche a quelle industriali al fine del riconoscimento di contributi, agevolazioni, sovvenzioni, incentivi previsti dalle norme vigenti per l’industria;
        • la maggiore tutela dei turisti ai quali viene riconosciuto, in alcuni casi, oltre al risarcimento del danno materiale, anche quello per il danno morale provocato dalla vacanza rovinata, nel quale si tiene conto anche dell’irripetibilità dell’occasione perduta; obbligo per l’organizzatore e l’intermediario dei viaggi di essere coperti da contratto di assicurazione per la responsabilità civile a favore del turista;
        • le agenzie operanti online, che saranno sottoposte alle stesse regole e ai controlli cui sono soggette le agenzie tradizionali;
        • un’ampia regolamentazione del contratto di vendita di pacchetti turistici;
        • le modalità per l’erogazione dei buoni vacanza da destinare a interventi di solidarietà in favore delle fasce sociali più deboli;
        • l’individuazione di circuiti nazionali d’Eccellenza per promuovere l’immagine Italia in riferimento a diverse tipologie di turismo, con particolare attenzione per il turismo culturale e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, archeologico, paesaggistico italiano.
        • la riaffermazione dell’importanza dei sistemi turistici locali, come contesti turistici omogenei, comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse, caratterizzati dall’offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate;
        • l’istituzione del Comitato permanente di promozione del turismo in Italia con lo scopo di coordinare l’azione dei diversi soggetti pubblici e privati che operano nel settore del turismo, in particolare tra Regioni, Province, Comuni e istituzioni di Governo;
        • incentivi al miglioramento della qualità dei servizi, attraverso l’assegnazione di vari premi e onorificenze agli operatori di settore che si sono particolarmente distinti per la qualità dei servizi resi.

        Il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro

        Il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro è l’insieme di norme contenute nel Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 successivamente integrato dal Decreto Legislativo 3 agosto 2009 n. 106, che ha riformato, riunito e armonizzato le disposizioni dettate da numerose precedenti normative in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, emanate nell’arco di quasi sessant’anni, al fine di adeguare il corpus normativo all’evolversi della tecnica e del sistema di organizzazione del lavoro.

        La disciplina, che intende tutelare i lavoratori pubblici e privati, estende il campo di applicazione a tutti i settori di attività, includendo le varie tipologie di rischio, e prevede:

        • l’individuazione dei soggetti responsabili e relativi obblighi;
        • la valutazione dei rischi;
        • la compilazione del Documento di Valutazione dei Rischi;
        • il Servizio di Prevenzione e Protezione;
        • la formazione, l’informazione e l’addestramento dei lavoratori;
        • la sorveglianza sanitaria;
        • la gestione delle emergenze;
        • le sanzioni.

        I soggetti coinvolti nella gestione della sicurezza

        Il datore di lavoro è il primo garante della sicurezza; può essere una o più perone fisiche, una persona giuridica o un soggetto pubblico. In questo ultimo caso il dirigente assume i compiti e le responsabilità del datore di lavoro. Egli ha i seguenti compiti non delegabili:

        • la valutazione dei rischi, l’elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi e l’organizzazione del Servizio di Prevenzione e Protezione, che è lo strumento operativo di tutto il sistema;
        • la nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, se non ricopre lui stesso la funzione.

        Il datore di lavoro è inoltre responsabile delle seguenti funzioni:

        • provvedere all’informazione e alla formazione iniziale e periodica di tutti i lavoratori;
        • nominare il medico competente;
        • fornire ai lavoratori idonei dispositivi di protezione individuale;
        • adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione di incendi e dell’evacuazione dei luoghi di lavoro;
        • aggiornare le misure di prevenzione.

        Il dirigente attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa.

        Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione può essere lo stesso datore di lavoro, se ne possiede le competenze, oppure una persona esterna da lui designata; collabora alla valutazione dei rischi e alla elaborazione del Documento Valutazione Rischi; assegna inoltre vari compiti agli addetti al servizio di prevenzione e protezione, che possiedono capacità e requisiti professionali adeguati.

        Il Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza è la persona o il gruppo di persone che rappresenta i lavoratori per la salute e la sicurezza sul lavoro e collabora per lo svolgimento delle varie funzioni previste dalla normativa.

        I lavoratori devono rispettare una serie di obblighi per tutelare la propria salute e sicurezza e quelle delle persone presenti sul luogo di lavoro. Essi hanno un ruolo molto importante nel processo di prevenzione, poiché devono applicare rigorosamente le regole previste dal piano di sicurezza; alcuni di essi svolgono il ruolo di preposti con l’incarico di controllare la corretta esecuzione dei compiti assegnati ai lavoratori esercitando un potere di iniziativa, cioè informare tempestivamente i lavoratori di pericoli gravi e immediati e segnalare al datore di lavoro le eventuali deficienze di mezzi, attrezzature e dispositivi di protezione individuali.

        Il medico competente svolge una serie di funzioni, quali visite preventive e periodiche, decisioni sull’idoneità o meno dei lavoratori alle varie mansioni, nei casi previsti dalla legge.

        La valutazione dei rischi

        La valutazione dei rischi sul lavoro è il primo importante intervento a tutela della sicurezza e salute dei lavoratori ed è un obbligo del datore di lavoro in collaborazione con il RSPP, il RLS e il medico competente. Nella valutazione del rischio si deve tenere conto del tipo di ambiente di lavoro, dei processi che intervengono al suo interno e della loro complessità. I rischi presenti negli ambienti di lavoro possono derivare da:

        • agenti fisici;
        • agenti chimici;
        • agenti biologici;
        • incendi ed esplosioni;
        • carenze strutturali;
        • scorretto uso di macchine e attrezzature;
        • disorganizzazione e sovraccarico di lavoro.

        Il Documento di Valutazione dei Rischi

        Il Documento di Valutazione dei Rischi è la relazione stessa a seguito della valutazione dei rischi, compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, come le lavoratrici in stato di gravidanza e i lavoratori soggetti a particolare stress derivante dalla mansione svolta. Il Documento deve contenere obbligatoriamente:

        • una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza durante l’attività lavorativa, con specificazione dei criteri utilizzati per la valutazione stessa;
        • l’elenco delle misure di prevenzione e protezione utilizzate e le azioni di miglioramento dei livelli di sicurezza;
        • l’individuazione di tutte le persone coinvolte nel processo e l’indicazione degli incarichi assegnati;
        • l’individuazione di tutte le persone coinvolte nel processo e l’indicazione degli incarichi assegnati;
        • l’individuazione di mansioni particolarmente esposte a rischio che richiedono un’adeguata formazione e addestramento specifico.

        Il documento, in formato cartaceo o informatico, deve sempre essere custodito all’interno dell’azienda. La valutazione dei rischi, e quindi la stesura del relativo documento, devono essere fatti entro novanta giorni dall’apertura di una nuova attività lavorativa; inoltre, ogni volta intervenga una qualsiasi modifica all’interno del ciclo produttivo e/o nell’organizzazione aziendale, il DVR deve essere aggiornato e adeguato alla nuova realtà lavorativa.

        La vigilanza e il controllo

        La vigilanza e il controllo del rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro sono esercitati dai seguenti enti, che, a seconda dei casi, esaminano la conformità di nuovi progetti, effettuano controlli periodici e collaudi a strutture e impianti, rilasciano autorizzazioni per manutenzioni di ascensori e montacarichi, tutelano i lavoratori effettuando indagini sugli infortuni.

        La tutela dei viaggiatori

        Oggi, i viaggiatori possono contare su una serie di diritti che li proteggono in caso di controversie con i vettori per danni o problemi rilevati durante il viaggio.

        La Direttiva comunitaria n. 314\1990, recepita dai rispettivi Stati con successive leggi attuative, ha regolamentato i viaggi, le vacanze e i circuiti “tutto compreso”. Essa, infatti, disciplina per la prima volta in modo significativo i rapporti contrattuali che derivano dalla vendita del pacchetto turistico organizzato.

        La finalità è stata quella di innalzare il livello di tutela del turista e di avviare una vera e propria politica del turismo.

        Dalla fine degli anni ’70 in poi, infatti, si diffonde l’acquisto della “vacanza all inclusive” da parte di una crescente massa di turisti, che apprezzano i molteplici vantaggi di un viaggio già tutto organizzato. Cresce il numero dei tour operator che propongono su catalogo soggiorni o tour nei Paesi tradizionali e verso mete esotiche, con offerte sempre più innovative e accattivanti. Cresce, però, anche il numero di turisti insoddisfatti o danneggiati da inadempienze contrattuali degli organizzatori o degli intermediari dei viaggi o dei vari fornitori dei servizi. Chi parte per le vacanze si pone la domanda su che cosa fare se il volo viene cancellato, se il bagaglio viene smarrito, se l’incantevole spiaggia bianca pubblicizzata sul catalogo del tour operator si rivela essere una discarica a cielo aperto. C’è poi il rischio legato a uragani, scioperi, ceneri vulcaniche, problemi di ordine pubblico, errori di prenotazione, influenze improvvise… Dove reclamare? Come difendere i propri diritti?

        L’UE, per proteggere il viaggiatore e consentirgli di effettuare scelte consapevoli tra tutte le offerte presenti sul mercato, di affrontare situazioni spiacevoli che si possono verificare prima o dopo la partenza è che non permettono di godere pienamente della propria vacanza, ha emanato, dal 2002 in poi, numerosi Regolamenti che disciplinano le responsabilità dei vettori nelle varie situazioni di disagio degli utenti, quali cancellazione voli, imbarcato negato, ritardo sulle partenze, problemi di sicurezza ecc.

        In questi ultimi anni, tante cose sono cambiate nell’universo viaggi. Con l’avvento delle linee low cost, che hanno rivoluzionato il modo di volare, e la diffusione di Internet, si sono aperte molte nuove opportunità per il viaggiatore. La maggioranza dei cittadini europei oggi tende sempre meno ad acquistare viaggi organizzati dai tour operator e sempre di più si costruisce in proprio viaggi e vacanze fai da te, assemblando singoli servizi offerti online da vari fornitori, anche fra loro collegati. Si parla in questo caso di pacchetto turistico dinamico.

        La regolamentazione della materia da parte dell’UE è di conseguenza in continua evoluzione. L’obiettivo rimane quello di tutelare i passeggeri con gli stessi principi e diritti essenziali in tutti i modi di trasporto, per aumentare la qualità dei servizi, assicurare maggiore informazione ai viaggiatori, disciplinare più efficacemente le modalità di assistenza ai turisti anche per i pacchetti dinamici e rendere i viaggi nell’UE un’esperienza più agevole e gradevole.